Walter Albini e Milano:
le origini della moda

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A trent’anni dalla scomparsa del primo “stilista” italiano,  
un lavoro di ricerca, curato da Giusi Ferrè, celebra il suo genio.

Nella suggestiva cornice del chiostro di Palazzo Isimbardi, proprio al calar del sole, tra un pubblico eccellente ed internazionale di giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, addetti ai lavori ed appassionati di moda, tra i quali facevano capolino i visi commossi dei più stretti amici dello stilista, Milano ha celebrato il genio di Walter Albini a trent’anni dalla sua scomparsa.

A presentare il videolavoro sulla sua vita e sulle opere è stata Giusi Ferrè che, assieme del Cav. Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, ha sottolineato l’importanza della figura del primo stilista italiano che, fin da giovanissimo, grazie ad uno spirito visionario ed innovatore, non solo ha riscritto i codici dello stile del tempo, ma ha dato un nuovo senso, in termini di modernità ed internazionalità, alla comunicazione nel mondo della moda, generando due rivoluzioni per l’epoca impensabili: l’avvento del total look e la creazione della Milano Fashion Week.

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L’evento, curato dalla giornalista Giusi Ferrè patrocinato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e dalla Provincia di Milano, per la quale era presente Silvia Garnero, Assessore Moda, Eventi, Expo, è stato l’occasione per veder sfilare alcuni tra i preziosissimi modelli maggiormente rappresentativi disegnati da Albini nel decennio 1970/80 e facenti parte del vastissimo archivio di proprietà di Marisa Curti.

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«Ricordare una figura come Walter Albini, che per la moda milanese, e non solo, si è rivelato un’icona di stile, è doveroso oltre che un vero piacere – ha dichiarato il Presidente della Provincia, Guido Podestà -. Lo stilista ha, del resto, aperto con le sue collezioni la strada al prêt-à-porter e al lusso accessibile. La sua opera ha generato una rivoluzione: Albini è stato capace di progettare abiti importanti non più a numero limitato e a costi minori. Per questa ragione condivido lo spazio a lui riservato nella settimana della moda: Palazzo Isimbardi ha aperto le sue porte alla memoria di un grande maestro di eleganza».

Sulla stessa linea l’Assessore Moda, Eventi, Expo della Provincia di Milano, Silvia Garnero che dichiara: «La Provincia di Milano è orgogliosa di ospitare a Palazzo Isimbardi un evento che celebra, a trent’anni dalla sua scomparsa, Walter Albini, primo vero stilista italiano. Molto di più di un protagonista della moda degli anni ’70, Albini è il creatore della stessa professione di stilista. Un genio innovatore, un talento raro e un sapiente comunicatore. Se Milano è celebre per la Fashion Week più famosa del mondo, lo deve sicuramente a Walter Albini, che abbandonò coraggiosamente Firenze per scegliere Milano per le sue sfilate. Albini è il padre nobile della Settimana della Moda».

Colto, raffinato, visionario, capriccioso, cosmopolita. Eccentrico come un moderno Cecil Beaton, la stampa estera lo descriveva “Bello in modo quasi allarmante”. Walter Albini, al secolo Gualtiero Angelo Albini, comincia la sua attività giovanissimo, collaborando con giornali e riviste di moda prima a Roma poi a Parigi. Nella città della “Vie en Rose” incontra Cocò Chanel e ne rimane folgorato. Krizia ne riconosce il valore e lo affianca ad un Karl Lagerfeld agli esordi. Disegna per Billy Ballo, Cadette, Krizia maglia, Montedoro, Princess Luciana, Trell, Callaghan, Basile, Misterfox, Escargots e Diamant’s. Verso la fine degli anni ’60, ormai affermato, disegna per le principali piccole industrie, motore della nascente moda italiana, e per marchi internazionali come Cole of California.

Il 1970 è l’anno del suo successo grazie alla prima proposta della formula “unimax”: uniformità di taglio e colore per uomo e donna. È anche l’anno della collezione Anagrafe, otto spose rosa in abito lungo, otto vedove in nero corto. Nelle sue linee fa rivivere le atmosfere tipiche degli anni ’20 e ’30, il periodo del cinema hollywoodiano e dei romanzi di Fitzgerald ai quali si ispira. Anna Piaggi conia appositamente per lui il termine “stilista”. Fautore e pioniere del total look disegna dal tessuto al bottone, mettendolo in atto prima di tutto personalmente, identificando il suo stile di vita con lo stile creativo, arredando le sue famose case in linea con le sue collezioni di moda e disegnando nella stessa cifra tessuti, arredi, oggetti e vetri. Il suo istinto da precursore dei tempi lo porta a spostare le passerelle da Firenze, allora capitale della moda, a Milano sancendo la nascita del pret-à-porter italiano. Walter Albini si spegne appena quarantaduenne, lasciando a tutti noi un’indimenticabile lezione di stile, intuito e innovazione, che, dopo la sua morte, è stata riletta da molti altri stilisti, alimentandone il mito.

Le aziende che hanno collaborato alla realizzazione di questo evento, come Alcantara, della quale hanno sfilato alcuni capi disegnati da Albini, e Zegna Baruffa Lane Borgosesia, che per lo stilista realizzava i filati con i quali sono confezionate molte sue creazioni presenti anche tra i modelli in passerella, sono stati storici fornitori fin dai suoi esordi. La Fondazione Bonotto ha partecipato alla realizzazione dell’evento in virtù della grande stima nei confronti del lavoro dello stilista. Cotril, brand milanese leader nella produzione e distribuzione di prodotti professionali per l’hairstyling, ha contribuito alla realizzazione dell’evento occupandosi del trucco e delle acconciature delle modelle. Gli hairstylist Cotril si sono ispirati alle tendenze degli anni ’70, rivisitandole in chiave moderna, e strizzando l’occhio agli anni ’20, periodo tanto amato da Walter Albini. Ad aprire e chiudere la sfilata è stata la bellissima testimonial Cotril Ariadna Romero, che è scesa in passerella con un’acconciatura “rock”, caratterizzata dai volumi tipici degli anni ’70.

Maria Vittoria Backhaus, Gianpaolo Barbieri, Maria Mulas hanno contribuito ad alimentare il mito di Walter Albini attraverso immagini che rimangono nell’iconografia della moda italiana. Un ringraziamento particolare a Jacqueline Valenti e Atlantis Film, per la realizzazione del videolavoro su Albini.

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