Sidi Bou Said

Magazine sconosciuto

Nel 1971, dopo il successo dell’ultima sfilata, Albini si rifugia in Tunisia.
Incantato dalla bellezza del luogo, prende casa a Sidi Bou Said.

“Una casa grande dove si può vivere isolati, anche se ci sono ospiti, una casa araba vicino al mare ma alta sulla collina, una casa finalmente priva di telefono, con gli odori e i colori del Nord Africa, che non trovi in nessuna parte del mondo”.

Walter Albini

La casa in stile arabo si apre attorno ad un largo patio centrale, coperto da una tenda sotto la quale è posto il tavolo da pranzo.

I muri sono bianchi, azzurri gli infissi, con finte finestre di specchio bordate da antiche piastrelle color seppia.

All’interno le pareti sono decorate con piastrelle spagnole bianche e nere che ricoprono anche le basi dei letti e dei divani. Questi ultimi sono rivestiti da un tessuto di seta Etro a righe bianche e nere disegnato dallo stesso Albini. Grandi tappeti di pelle di zebra sono posti sul pavimento in vimini.

“Mi è sempre piaciuto giocare con il bianco e nero” diceva Albini.

I motivi decorativi dell’arredo sono un mix fra stile locale e art decò: lampade rifatte su modelli tradizionali e quadri votivi coranici, vasi Baum  con rose e sterlitzie dorate, cuscini e copriletti con tessuti ricamati in argento.

A livello del piano superiore si trova il giardino con al centro una vasca in ceramica blu a forma di stella e un gazebo in legno dipinto sempre blu ( blu Sidi lo chiamava Albini quando usava questo colore per i suoi abiti ) con cuscini in tessuto locale e un tavolo da caffè turco.

  • Casa Vogue, foto Meredith Etherington-Smith

  • Casa Vogue, foto Meredith Etherington-Smith

  • Casa Vogue, foto Meredith Etherington-Smith

  • Casa Vogue, foto Meredith Etherington-Smith

  • Casa Vogue, foto Meredith Etherington-Smith

  • Magazine sconosciuto

  • Magazine sconosciuto, foto Beppe Semmola

  • Casa Vogue, foto Meredith Etherington-Smith